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Itinerario 4
"Fra le mura del castello di Sopramonte"
Percorso a piedi - Km: 0,700 ~ Tempo: 20 minuti circa

Partendo da Piazza Europa, attraversando la strada ci si trova in Piazza Marconi, si imbocca via Della LibertÓ, segnalata dal cartello riportante il percorso n. 4.
Dopo 300 metri si abbandona la strada asfaltata per imboccarne una di ciottoli che, dopo aver attraversato un caratteristico arco di pietra, porta in 10/15 minuti, attraverso un agevole sentiero segnalato, fino alla sommità della collina.
L'arco di pietra
La chiesetta dedicata alla natività della Vergine
Qui si scopre il luogo più suggestivo e caro ai pratesi: il castello di Sopramonte e la chiesa della Natività.
Questa chiesetta è dedicata alla Natività della Vergine: la prima notizia peraltro controversa, risale al testamento del 17 dicembre 1283 di Bartolomeo Tornielli, proprietario del castello,
che disponeva la fondazione di una cappella della Vergine Madre di Dio per celebrare messe di suffragio per lui e i suoi antenati.
Alcuni ritengono che a quell’epoca, si trattasse non della fondazione, ma della nuova costruzione di una chiesa già funzionante perché il nucleo originario del castello risalirebbe almeno al XII secolo.
La chiesetta dedicata alla natività della Vergine
L'affresco raffigurante S. Sebastiano e un santo vescovo
Il 27 Aprile 1422 sicura è la testimonianza dell’Ecclesia Sanctae Mariae de Sopramonte. Gli affreschi interni più antichi di San Sebastiano e di un santo vescovo sono stati attribuiti alla bottega di Johannes de Campo, intorno alla metà del XV secolo o poco dopo. Ristrutturata dopo il concilio di Trento, sopravvisse ai passaggi di proprietà e alla progressiva rovina del castello.
Nel 1628 era già presente il piccolo campanile. Prima del 1698 la comunità costruì il portico che doveva servire anche alle processioni, tra cui, soprattutto, quella della confraternita di S. Giuseppe. Si dipinse, inoltre, la scena della Natività della Vergine sopra la porta d’ingresso.
L'affresco della Natività della Vergine
L'affresco raffigurante il martirio di Sant'Agata

Nel corso del XVII secolo, all’interno, furono affrescati altri santi protettori: S.Lucia, S.Agata, S.Apollonia (attestati 1628), S.Antonio (attestato 1819).
Al 1760 risale il "miracoloso evento" della caduta del crocifisso processionale della confraternita di S. Giuseppe che dal portico cadde sulle case del paese, venne ritrovato intatto e intriso di sudore, ora è venerato nella chiesa parrocchiale.

Sull’altare una statua lignea della Madonna con bambino (1617) fu sostituita da un quadro dell’ Annunciazione (1628); poi dalla Natività della Vergine di Antonio Maria Borgnis (1864). L’attuale è opera di Giulio Cesare Mussi (anni Settanta XX secolo).

L'interno della chiesetta
Il castello di Sopramonte
Superata la chiesa si trovano i resti del Castello di Sopramonte anche chiamato "dei Tornielli", fortificazione a due recinti contigui risalenti al XII secolo. Costruito con ciottoli di fiume tessuti a spina di pesce legati con malta.
In origine aveva anche tre torrioni di cui l’unico e più antico rimasto si trova accanto alla chiesa. Lo spessore dei muri del torrione ovest è di 1,40 m: era a base quadrata e il lato misurava 8,20 m. Ad est del torrione si apre una vasta cisterna circolare del diametro di 3,40 m.
Mura del torrione ovest del Castello di Sopramonte
Le feritoie cinquecentesche
Nel 1363 Galeazzo Visconti fece abbattere i luoghi fortificati dove si erano arroccate le milizie inglesi agli ordini di Alberto Sterz, in quell’occasione il Castello di Sopramonte venne parzialmente distrutto.
Le feritoie presenti per uso degli archibugi sono cinquecentesche.

I muri interni posti dietro la chiesa risalgono al Settecento e vennero ricostruiti a scopo abitativo.
Il castello è stato protagonista della letteratura grazie ad Anselmo Prato, magistrato di Romagnano Sesia, che qui vi ambientò un romanzo storico "Beatrice di Sopramonte", sulla falsa riga dei "Promessi Sposi".
Mura del castello di Sopramonte
Da questo luogo suggestivo si può godere dello splendido panorama dell’abitato, delle Alpi e del Monte Fenera.
Lo splendido panorama dell’ abitato, delle Alpi e del Monte Fenera
La torre di Sopramonte
Ritornando sui nostri passi si raggiunge la torre di Sopramonte, fortificazione risalente alla prima età comunale (XI secolo).
L’altezza della torre è circa 29 m. La misura perimetrale dell’edificio è circa 7 metri per 7,40 m, mentre il vano interno è di 2,20 m per 2,60 m. Lo spessore dei muri è di circa 2,40m.
La porta d’ entrata della fortificazione è posta all’altezza di circa 8,65 m dal suolo e si entrava appoggiandovi una scala. L’interno è corredato di scale in legno su cinque piani. Il balcone e la muratura più alta della torre risalgono a metà dell’ ottocento.
La torre vista dalla chiesetta
La torre di notte
Con decreto del presidente della repubblica del 26 settembre 1954 la torre è diventata il simbolo della comunità di Prato Sesia.
 

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